I “doppi” di Caravaggio, un caso risolto: i due San Francesco in meditazione

E’ durato trentadue anni il complesso dibattito sull’autografia delle due versioni del S. Francesco in meditazione, entrambi attribuiti a Caravaggio e conservati rispettivamente nella chiesa cappuccina di S. Maria della Concezione a Roma e nella chiesa di S. Pietro di Carpineto romano (oggi in deposito presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica). Una risposta definitiva alla soluzione del problema è venuta dal restauro contemporaneo delle due tele eseguito a Palazzo Barberini nel 2000, dagli stessi restauratori, coadiuvati dalla stessa equipe di tecnici. Il lavoro simultaneo sui due quadri (entrambi in cattivo stato di conservazione e offuscati da vecchie vernici alterate), ha agevolato in modo determinante lo studio comparato dei due dipinti. Prima del restauro le uniche differenze compositive tra i due S. Francesco in meditazione erano il sasso in basso, intero nell’opera della Concezione e non completo in quella di Carpineto, e il braccio longitudinale della croce, più lungo nella tela della Concezione. La versione di Carpineto, era, inoltre, più piccola di circa cinque cm. (sia in altezza che in larghezza), rispetto a quella della Concezione.

Risultati del restauro dei due dipinti raffiguranti S. Francesco in meditazione
Il primo risultato significativo è stato il recupero del sasso in basso e della parte terminale del braccio longitudinale della croce, che erano dipinte su una parte della tela che era stata arrotolata sul telaio. Il recupero ha consentito il ripristino delle misure originali del S. Francesco di Carpineto che ora ha praticamente le stesse misure della versione della Concezione (Concezione 128,5 x 97,6: Carpineto 128,5 x 97,4). Dopo la pulitura si è proceduto a sottoporre i due dipinti alle analisi riflettografiche e radiografiche, dalle quali sono emersi dati risolutivi.

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